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“Natura morta” allo scan dell’Ino di Firenze

04/05/2015
A cura di:

Stefano Groppioni

Foto di Stefano Groppioni

Soggetti esterni: Raffaella Fontana (Ino-Cnr, Firenze)

Nell’ambito del progetto europeo Iperion CH, uno degli strumenti del laboratorio mobile che andrà in giro in Europa, su chiamata, è lo scanner multispettrale Vis-Nir, uno strumento per l’imaging multispettrale indispensabile nel campo della conservazione delle opere d’arte e per analizzare antichi dipinti.
In particolare, esso acquisisce sedici canali nel visibile (Vis) e sedici nell’infrarosso (Nir): “dai primi canali del visibile è possibile ricostruire l’immagine a colori del dipinto, mantenendo l’informazione spettrale pixel per pixel del dipinto”, ci informa Raffaella Fontana, ricercatrice all’Istituto nazionale di ottica del Cnr di Firenze. “Dagli altri canali nell’infrarosso è possibile studiare quello che sta sotto il pigmento”.
Gli studiosi dell’Ino di Firenze, grazie a queste tecniche innovative e a una collaborazione con l’Università spagnola, hanno passato al “setaccio” la “Natura morta” del Museo del “Centro Regional de Bellas Artes de Oviedo” (Spagna).
“Attraverso l’analisi multispettarle Vis-Nir di questo dipinto” continua la ricercatrice dell’Ino, “sotto la natura morta ‘visibile’ abbiamo scoperto un paesaggio diverso, probabilmente di origine lacustre o fluviale, con delle casette. Una scoperta assolutamente inaspettata”.
La caratterizzazione della “riflettanza” spettrale dello strato pittorico ha ricevuto una grande attenzione negli ultimi anni a causa delle sue diverse applicazioni che vanno dalla diagnostica (controllo dello stato di conservazione e il riconoscimento dei pigmenti) alla documentazione digitale, in modo assolutamente non distruttivo.